La 6 ore di Matteo

 

Sabato primo giugno 2013 si è corsa la seconda edizione della sei ore di
IMG_1604Spoleto, che anche in questa occasione è stata organizzata la settimana dopo
la 100 Km del Passatore, ultramaratona di riferimento di questo periodo.
Per evitare ripensamenti dell’ultimo minuto, mi ero iscritto con largo
anticipo a questa gara, verso fine inverno, quando giugno sembrava lontano.
Giugno è poi arrivato, anche se l’inverno non se ne è andato ancora via del
tutto; a me non piace correre con il freddo e questo brutto mese di maggio con
basse temperature non lo ricorderò piacevolmente; il sabato precedente avevo
corso la Firenze-Faenza con ottimo passo per circa 70 Km, per poi rallentare e
fermarmi alle porte di Brisighella, verso gli 85 Km percorsi. Per colpa della
pioggia e del freddo, alla fine mi ero ridotto a correre con addosso 6 maglie
lunghe, cappello e guantoni da neve.
Anche il sabato della gara di Spoleto il tempo non è stato, almeno per me,
ottimale: il cielo era coperto, la temperatura intorno ai 14 gradi e, alla
partenza, ci siamo presi anche alcuni minuti di pioggia. In ogni caso questa
era una gara a cui non volevo mancare per diverse ragioni: volevo portarmi a
casa il pettorale numero uno, che mi spettava di diritto come vincitore della
gara dell’anno precedente, volevo vincere la classifica combinata con la sei
ore del Donatore, che avevo vinto a Foiano della Chiana il 25 aprile, ed infine
volevo comunque portare decentemente a termine una ultramaratona, dopo il
ritiro nella 100 Km di sette giorni prima.
Il luogo della gara era il solito dell’anno precedente, ovvero la parte più
alta della città, facilmente raggiungibile con scale mobili dal lontanissimo
parcheggio. Differentemente dalla prima edizione, l’anello del percorso era
quest’anno da correre in senso orario e veniva leggermente modificato in una
curva. La lunghezza del giro risultava di circa 1100 metri con un dislivello
che ho valutato essere sui 10 metri. La salita, con questa soluzione, era così
percorsa nel modo più agevole e risultava più lunga, mentre la discesa era più
ripida e complicata da affrontare. In particolare questa discesa, di circa 200
metri, terminava in un modo non troppo semplice, ovvero con il rifornimento sul
lato sinistro della strada e, immediatamente dopo, si doveva affrontare una
curva a destra molto stretta. Lo scenario è comunque bellissimo, con la Torre
Albornoziana, il Duomo e la vista da un lato sulla città sottostante, sul
maestoso ponte medievale nel lato opposto.
Dato che sapevo di non essere in forma eccezionale, mi sono imposto di partire
lentamente ed incrementare piano piano la velocità giro dopo giro, senza
preoccuparmi assolutamente del tempo e della posizione per le prime 3 ore, 3
ore e mezzo di gara.
Alla partenza ci sono numerose persone, che prendono il via sotto una pioggia
per fortuna solo temporanea; ho saputo poi che nella prima ora di gara hanno
corso anche alcuni atleti del giro della nazionale che erano in ritiro in una
città vicina. Oltre alla 6 ore, che era la gara di punta, a cui hanno
partecipato 89 atleti, si sono svolte la maratona individuale e la maratona a
staffetta con 4 atleti per squadra, così che nelle prime ore, specialmente nei
primi minuti, si poteva vedere atleti correre con ritmi decisamente differenti:
mentre i più veloci staffettisti correvano ad un passo da 10000 metri, cioè
anche sotto i 4 minuti al Km, i più lenti ultramaratoneti affrontavano l’
impegno con una velocità di circa 3 minuti al Km più lenta.
Io ho iniziato la mia gara sui 5’15”/Km , circa 5’45” al giro, cercando di
correre rilassato, godermi la corsa e non pensare a niente. Occasionalmente
scambiavo anche due parole e facevo veloce amicizia con chi mi correva vicino,
tra cui, verso metà gara, anche con il vincitore della maratona, Armando
Teatro, che stava percorrendo i suoi ultimi chilometri in modo agevole, sicuro
del vantaggio acquisito.
La gara di testa delle 6 ore ha visto una partenza molto veloce dell’atleta
Pierluigi Natalizi, atleta locale, che ha impostato un incredibile ritmo di 4’
54” al giro. Al suo inseguimento un terzetto composto da Carlo Ascoli della
società Villa De Sanctis Roma, il 28enne Diego Ciattaglia della Runner Bergamo,
e l’atleta Massimiliano Falleri. Dopo sei giri di circuito io sono transitato
in 18esima posizione, ad oltre 5 minuti dal battistrada, che mi aveva già
doppiato. Il terzetto all’inseguimento della veloce lepre teneva comunque un
ritmo corsa molto elevato e l’atleta Ascoli, esperto di gare del genere,
decideva saggiamente di rallentare gradatamente la sua velocità. Il battistrada
Natalizi raggiungeva il suo massimo vantaggio, circa un minuto, al 15esimo
giro. Dietro di lui stava la coppia Ciattaglia e Falleri e quindi, 30 secondi
dopo, Ascoli solitario. Dietro i primi quattro il vuoto. In quinta posizione
passava Luca Aquilani, a 6 minuti dal primo. Io transitavo sul traguardo
14esimo, a quasi 13 minuti dalla testa della corsa.
A questo punto la gara prendeva una prima decisiva piega, ovvero Natalizi
pagava il ritmo imposto nei primi giri ed era costretto a rallentare
vistosamente finendo piano piano nelle retrovie per chiudere la sua corsa, al
termine delle sei ore, in nona posizione. La coppia inseguitrice passava al
comando ma, poco dopo, il passo gara risultava probabilmente eccessivo anche
per Falleri, che doveva a sua volta rallentare e quindi ritirarsi dopo 31 giri,
mentre era in seconda posizione. Diego Ciattaglia poteva così continuare
indisturbato alla testa della corsa correndo al suo solito passo, decisamente
insostenibile per tutti gli altri atleti in gara. Ascoli ed Aquilani
continuavano regolari e controllavano rispettivamente la seconda e la terza
posizione che avevano acquisito, mentre io piano piano cominciavo ad aumentare
il mio ritmo.
Al 34esimo giro, circa metà gara, Ciattaglia aveva oltre 11 minuti su Ascoli,
Aquilani seguiva in terza posizione ad oltre 20 minuti dal primo. Io, con il
mio passo regolare, avevo superato diversi atleti e passavo in quinta
posizione, a 3 minuti e mezzo dal podio, anche se a oltre 24 minuti dal
battistrada Ciattaglia.
Solo a questo punto, con la gara di maratona terminata, mi informavo della
posizione, dei distacchi ed andavo ad individuare visivamente i protagonisti
della gara. Benché sapevo che probabilmente avrei pagato la scelta di gara che
stavo per fare, ho deciso di forzare il mio ritmo, per quanto il mio fisico e
la mia forma me lo avrebbero permesso, andando a spremere tutte le energie di
cui potevo disporre. Sono così andato a recuperare altre due posizioni,
entrando nel “podio virtuale”, ed addirittura avvicinarmi a Carlo Ascoli, che
correva in seconda posizione ed era riuscito ad accumulare in precedenza anche
15 minuti di vantaggio su di me.
Al 46esimo giro passavo così in terza posizione sul traguardo, a “soli” 6
minuti da Ascoli: Purtroppo mi rendevo conto che non sarei mai stato capace di
terminare la gara mantenendo quel ritmo. Intanto Ciattaglia correva
tranquillamente con oltre 15 minuti di vantaggio sul secondo. In quarta
posizione, a oltre 17 minuti da me, saliva Matteo Teodorani, che fino a quel
momento aveva corso nascosto nelle retrovie.
Ho deciso a quel punto di cercare di conservare il terzo posto e, sapendo che
dietro non c’erano atleti vicini, ho cercato di mantenere un ritmo leggero che
mi poteva permettere di proseguire la mia corsa faticosa senza fermarmi. Le
prime tre posizioni sembravano così ancorate. L’ultima sorpresa, per me non
tanto bella, veniva dalla incredibile rimonta di Teodorani, che si era
risparmiato e poteva correre a ritmi insostenibili per il resto del gruppo,
recuperandomi diversi giri sorpassandomi a doppia velocità. Negli ultimi 14
giri che andavo a correre vedevo così velocemente consumarsi i 17 minuti che
avevo di vantaggio sul quarto in graduatoria, che alla fine si riducevano a
meno di 4 minuti. . .me l’ero proprio vista brutta!
La gara femminile vedeva invece la vittoria di Caiotti Egle, della Marathon
Club Città di Castello, con 55,5 Km percorsi. La Egle portava a termine con la
sua regolarità una incredibile rimonta su Galotti Cristiana, che aveva condotto
la gara per i primi 50 Km ed aveva accumulato sulla Egle anche 9 minuti di
vantaggio nella prima metà del percorso. Alla fine il suo distacco sarà di soli
700 metri. Sempre in campo femminile sono da menzionare la sfortunata
prestazione di Lorena Piastra, vincitrice dello scorso anno ma costretta al
ritiro in questa occasione, e quella di Denise Quinteri, che con il minimo
sforzo riusciva ad aggiudicarsi la coppa di combinata con la sei ore di Foiano.
Da parte mia ho concluso la mia prestazione con 68,4 Km, lontanissimo dai 74,9
Km di Ciattaglia e dai 71 Km di Ascoli. 700 metri dietro di me arrivava
Teodorani, che si mangiava le mani per avere atteso troppo tempo per prendere l’
IMG_1615iniziativa. Anche se l’anno precedente avevo percorso quasi 73 Km, ero
abbastanza contento perché avevo raggiunto un complicato podio, oltre che la
più semplice vittoria della classifica combinata; d’altra parte quest’anno ero
sicuramente più stanco del 2012, a causa delle gare fatte nelle settimane
precedenti. La coppa ricevuta come vincitore della combinata UISP delle 6 ore è
molto bella e fa un certo effetto nel mio salotto. . . in fondo, si può dire
che me la sono sudata. . . o no?

 

Matteo Luzzi

  1. miglio

    bravo, matteo..mi sembra la giusta conclusione per tutti i km che hai fatto!! e ora sotto con la pistoia abetone

    giugno 13th, 2013 // Reply
  2. VALENTTINA

    Nessun limite oltre il cielo…CONGRATULAZIONI per il meritato successo………….

    giugno 13th, 2013 // Reply
  3. Mat

    Grazie :-) ma adesso un po’ di riposo, altro che Abetone! Prossima gara penso sarà la Salitredici.

    giugno 14th, 2013 // Reply
  4. Matteo T.

    Ciao, complimenti per il risultato e per la cronaca dettagliata che ho visto solo ora…è stata la mia prima 6 ore, ho corso senza conoscere la mia posizione fino agli ultimi 30′ e senza aspettative particolari, mi sono divertito talmente tanto che ne ho rifatta una 3 settimane dopo.
    A presto
    Matteo T.

    luglio 18th, 2013 // Reply

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